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Italian Academy of Osseointegration

COS'E' IAO

L’Accademia Italiana di Osteointegrazione (IAO), nasce dalla fusione di due grandi società scientifiche odontoiatriche: la Società Italiana di Chirurgia Orale e Implantologia (SICOI) e la Società Italiana di Osteointegrazione (SIO).
L’obiettivo di questa Società è di diffondere un messaggio scientifico di qualità per l’odontoiatra e aiutare il paziente a comprendere e riconoscere la qualità nelle cure implanto-protesiche per la salute del proprio cavo orale. Potrai ricercare il Socio Attivo (sono gli implantologi italiani più importanti e preparati) più vicino alla tua posizione cliccando qui di fianco.

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INFORMAZIONE E CONSENSO
INFORMATO

Durante la Presidenza della Società Italiana di Osteointegrazione (SIO) del Prof. Guida, nel biennio 2013-14, è stato sviluppato e realizzato questo progetto culturale, fiore all’occhiello della sua Presidenza. Il progetto ha visto il coinvolgimento di altri importanti enti istituzionali.

Obiettivo del progetto è stato quello di produrre un elaborato che permetta al paziente di ottenere un’informazione adeguata sul trattamento implanto-protesico e quindi possa dare un consenso che sia realmente informato.

Ci auspichiamo, essendo molto puntuale, possa essere sempre più utilizzato in ambito libero-professionale dai colleghi odontoiatri.

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RACCOMANDAZIONI CLINICHE
MINISTERIALI

Le raccomandazioni cliniche in odontostomatologia pubblicate dal Ministero della Salute sono state predisposte da esperti delle discipline odontoiatriche e validate da un Gruppo tecnico di lavoro coordinato dal Ministero della salute e rappresentativo delle principali realtà istituzionali, scientifiche e associative del settore. Il loro principale obiettivo è quello di indicare i vari approcci terapeutici, avvallati da dati scientifici, in modo tale da consentire all'operatore sanitario di scegliere la migliore risposta ai bisogni di salute orale del paziente. Questo consente anche una condivisione degli obiettivi terapeutici tra l’odontoiatra e il paziente.

Potrete, cliccando sul tasto sotto essere linkati al sito ministeriale

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LE RISPOSTE
ALLE VOSTRE DOMANDE
SUGLI IMPIANTI DENTALI

Gli impianti dentali rappresentano un’importante opzione terapeutica per molteplici situazioni, dalla sostituzione di un singolo dente all'ancoraggio di una protesi mobile.
Spesso succede che i pazienti siano poco informati su quello che riguarda gli impianti.

Questo opuscolo cerca di fornire le risposte alle domande più frequenti che i pazienti si pongono.


DOMANDE E RISPOSTE

INTRODUTTIVE

  • Che cos'è un impianto dentale?

    Un impianto è una vite, normalmente di titanio, che viene utilizzata per sostituire la radice di un dente mancante. L’impianto viene avvitato all’interno dell’osso mascellare dove garantirà un valido supporto per una corona, un ponte o un altro tipo di protesi così da sostituire uno o più denti mancanti.

  • Che cos'è l’osteointegrazione?

    Dopo l'inserimento dell’impianto, l’osso che lo circonda si sviluppa e aderisce alla superficie implantare. Questo processo di adesione si chiama "osteointegrazione". Quando questa non si verifica o viene persa, l’impianto perde stabilità e non va a buon fine.

  • A che cosa servono gli impianti?

    Gli impianti vengono utilizzati per sostituire uno o più denti mancanti, la loro funzione è quella di fissare una corona, un ponte o una protesi mobile. Lo scopo è quello di migliorare lo stato di salute orale, la funzione masticatoria e/o l’aspetto estetico.

  • Il titanio è l’unico materiale che si osteointegra?

    Vari materiali si possono osteointegrare, ma gli impianti più utilizzati sono in titanio puro. Recentemente sono stati introdotti in commercio impianti metal-free di materiale ceramico (ad esempio in ossido di zirconio), che possono essere un’alternativa al titanio, ma non sono ancora disponibili studi a lungo termine sul loro tasso di sopravvivenza.

  • Gli impianti daranno sensazioni diverse rispetto ai denti naturali?

    I denti naturali sono circondati dal legamento parodontale che ci permette di percepire la sensazione di pressione quando mastichiamo. Gli impianti non sono circondati dal legamento parodontale, pertanto la sensazione di pressione potrebbe non essere identica rispetto ai denti naturali.

  • Gli impianti dentali possono aiutarmi a migliorare il mio sorriso? Gli altri si accorgeranno che ho degli impianti dentali?

    Se avete perso uno o più denti anteriori, gli impianti dentali sono un’ottima opzione terapeutica per aiutarvi a migliorare il vostro sorriso. Nella maggior parte dei casi le corone su impianti hanno un aspetto molto naturale, come i denti veri. Gli impianti si legano all’osso e rimangono in una posizione fissa, permettendovi di sorridere in maniera naturale e spontanea così nessuno si accorgerà che avete degli impianti dentali.

  • Gli impianti possono aiutarmi a preservare i miei denti naturali?

    La perdita di uno o più denti in una parte della bocca può portare i denti vicini ad inclinarsi. In generale i nostri denti tendono costantemente a muoversi sia verso la parte anteriore che verso l’altra arcata, a meno che non siano tenuti in posizione da qualcosa, normalmente i denti adiacenti e opposti. I denti che si spostano possono causare delle differenze nell’altezza e nel profilo gengivale, predisponendo i denti vicini alla malattia parodontale e/o a carie. L’inclinazione dei denti può anche influenzare negativamente la masticazione, così come l’estetica generale del viso e del sorriso. Gli impianti dentali possono sostituire i denti mancanti e in tale modo preservare i denti rimasti.

  • Potrò masticare su un impianto così come faccio sui miei denti naturali?

    Le corone su impianti danno una sensazione molto naturale e nella maggior parte dei casi simile a quella dei denti reali. I denti su impianti rimangono fissi nell’osso e permettono una normale funzione e masticazione. Bisogna comunque ricordare che i denti naturali sono circondati dal legamento parodontale, che fa percepire la sensazione di pressione durante la masticazione e il morso, mentre gli impianti non hanno un legamento parodontale, pertanto la sensazione di pressione potrebbe non essere identica.


DOMANDE E RISPOSTE SULLA

DIAGNOSI

  • Sono allergico al titanio. Posso comunque essere candidato all’inserimento di impianti?

    Gli impianti dentali sono normalmente costituiti di titanio puro. L’allergia al titanio è molto rara ed è stata documentata in pochissimi casi. In caso di importanti allergie è comunque possibile inserire un impianto di un altro materiale che sarà quindi accettato dall’osso e si potrà osteointegrare.

  • Possono essere inseriti impianti sia nella mascella che nella mandibola? Due protesi su impianti possono entrare in masticazione senza rischi, come i denti naturali?

    Gli impianti possono essere inseriti sia nella mascella che nella mandibola. Denti persi in entrambe le arcate possono essere sostituiti con protesi fissate su impianti. Gli impianti nella mascella e nella mandibola possono tranquillamente andare in masticazione ma l’usura di corone e ponti su impianti è differente rispetto all’usura dei denti naturali. Per minimizzare la possibilità di danneggiare o perdere gli impianti è importante che il dentista controlli regolarmente la masticazione.

  • Sono un paziente parodontopatico. Posso essere comunque candidato alla terapia implantare?

    Sì, i pazienti parodontopatici possono ricevere impianti ma è importante che la parodontopatia, che interessa i denti naturali rimanenti, sia adeguatamente trattata prima dell’inserimento degli impianti. Va inoltre sottolineato come il rischio di complicanze legate al trattamento implantare sembri essere leggermente più elevato nei pazienti parodontopatici.

  • Ho perso i miei denti a causa della malattia parodontale, gli impianti sono comunque un’opzione terapeutica?

    Sì, gli impianti possono comunque essere un trattamento praticabile anche se avete perso dei denti a causa della malattia parodontale ma è importante che sia trattata la parodontopatia che interessa gli elementi dentali residui.

  • La malattia parodontale può interessare gli impianti?

    La malattia parodontale che interessa i denti naturali può aumentare il rischio di infezione attorno agli impianti. Pertanto deve essere trattata prima del posizionamento degli impianti.

  • Sono candidabile al trattamento implantare?

    La maggior parte delle persone che sono in un buono stato di salute, o che hanno malattie sistemiche sotto controllo, sono dei buoni candidati per il trattamento implantare.

  • Ci sono casi in cui gli impianti dentali sono controindicati?

    Gli impianti sono raramente controindicati ma è possibile che non possiate essere candidati al trattamento implantare se assumete alcuni farmaci o avete condizioni di salute generale compromesse.

  • Sono diabetico. Posso essere comunque candidato all’inserimento di impianti?

    Sì, il diabete non è una controindicazione alla terapia implantare. In qualsiasi caso il diabete deve essere ben controllato prima che si inizi il trattamento. Inoltre il socio attivo IAO a cui vi rivolgerete potrebbe prescrivervi degli antibiotici per evitare qualsiasi rischio di infezione postoperatoria. Alcune volte il vostro dentista vi raccomanderà anche un periodo di guarigione più lungo prima del carico protesico.

  • Sto prendendo i bifosfonati per l’osteoporosi. Possono comunque essere inseriti gli impianti?

    In molti casi si possono inserire impianti anche se siete in terapia con bifosfonati per via orale, come ha concluso Il Consensus Conference Internazionale. Al contrario la terapia endovenosa con bifosfonati è una controindicazione assoluta ad ogni tipo di chirurgia orale.

  • Assumo farmaci anticoagulanti. Posso comunque essere candidato all’inserimento di impianti?

    La terapia anticoagulante generalmente non è una controindicazione per interventi semplici di chirurgia orale, incluso il posizionamento di impianti. Procedure più complesse, come innesti ossei e di tessuto molle, possono comunque essere eseguite dopo il consulto e il consenso del medico ed eventualmente sospendendo o modificando temporaneamente la terapia.

  • Possono essere inseriti impianti durante la gravidanza?

    Durante la gravidanza la chirurgia orale, compresa la chirurgia implantare, non è indicata, perché potrebbero comunque insorgere alcune complicanze e rendersi necessarie terapie antibiotiche e/o antinfiammatorie.

  • Ho delle patologie cardiovascolari. Possono comunque essere inseriti gli impianti?

    Ci sono solo alcune controindicazioni assolute collegate alle malattie cardiovascolari: per esempio il posizionamento di impianti non può essere effettuato nei sei mesi successivi a un infarto. E’ sempre opportuno visionare documentazione cardiologica recente prima di procedere alla programmazione dell’intervento.

  • Se ho l’osteoporosi, posso comunque essere candidato all’inserimento di impianti?

    Sì, l’osteoporosi non è una controindicazione al posizionamento di impianti. Alcuni studi scientifici hanno confrontato il tasso di sopravvivenza degli impianti in pazienti con osteoporosi e non, senza riscontrare differenze significative. Bisogna comunque tenere in considerazione la terapia con i bifosfonati quando si pianifica il trattamento.

  • Ho più di 80 anni. Possono comunque essere inseriti gli impianti?

    Sì, se non ci sono controindicazioni generali per la chirurgia orale, si possono inserire gli impianti in pazienti con più di 80 anni. Non c’è un aumento nel tasso di fallimento nella maggior parte dei casi.

  • Sono un adolescente e ho rotto un dente. Può essere inserito un impianto?

    Gli impianti dentali sono appropriati solo al termine della crescita ossea del volto per ottenere un miglior risultato estetico e funzionale. Il socio attivo IAO a cui fate riferimento potrà identificare la migliore procedura da attuare fintanto che non sarà possibile inserire gli impianti.

  • Soffro di ipertensione, posso essere sottoposto a chirurgia implantare?

    L’ipertensione rappresenta una controindicazione alla chirurgia impiantare solo se non compensata e non controllata. Un paziente in terapia con antipertensivi può sottoporsi all’inserimento di impianti senza alcuna complicazione. Sarà premura del vostro socio attivo IAO cui fate riferimento comunicare con il Cardiologo per la pianificazione dell’intervento

  • Ho avuto un infarto, posso essere sottoposto a chirurgia implantare?

    Nel paziente con episodio di infarto gli interventi di chirurgia orale ed implantare vanno differiti a distanza di 6 mesi dalla fase acuta. Dopo un periodo di almeno 6 mesi, in assenza di ulteriori complicanze sistemiche/locali e con il consenso del Cardiologo, è possibile procedere all’inserimento di impianti.

  • Ho avuto un Ictus, posso essere sottoposto a chirurgia implantare?

    L’ictus si verifica quando un’arteria cerebrale si ostruisce o viene danneggiata e si rompe, provocando esiti di diversa entità. In base all’entità dell’evento e alla terapia farmacologica somministrata il vostro socio attivo IAO di riferimento valuterà se siate candidabili alla terapia implantare.

  • Un paziente immunodepresso può sottoporsi a intervento implantologico?

    L’immunodepressione aumenta molto il rischio di infezioni post-operatorie, pertanto è opportuno valutare attentamente caso per caso la candidabilità del paziente all’inserimento di impianti. Il socio attivo IAO che vi segue vi fornirà tutte le indicazioni necessarie per affrontare l’eventuale intervento in sicurezza.

  • Un paziente sottoposto a radio/chemioterapia può subire interventi di implantologia?

    In un paziente affetto da neoplasia in atto e sottoposto a terapia radiante e/o chemioterapica è controindicato assolutamente l’inserimento di impianti dentali fino a 2-3 mesi dal termine delle cure. Bisogna inoltre ricordare che il coinvolgimento di terapia radiante a livello del distretto testa-collo comporta un’attesa di almeno 12 mesi dal termine della terapia, prima di poter procedere all’inserimento di impianti.

  • E’ necessario eseguire esami ematici prima della chirurgia implantare? Se sì, quali?

    La valutazione di alcuni parametri ematici è fondamentale solo in caso di patologie particolari, come ad esempio diabete, insufficienza renale ed epatica, malattie infettive o assunzione di farmaci anticoagulanti. Il socio attivo IAO che vi segue vi indicherà quali esami sono necessari in base alla vostra anamnesi.

  • Quali esami radiografici potrebbero essere necessari prima dell’inserimento di un impianto?

    Potrebbe rendersi necessario eseguire un’ortopantomografia o una TAC. L’ortopantomografia (o panoramica) rappresenta l’esame di primo livello; se questa non fosse sufficiente è possibile eseguire una TAC, che fornisce maggiori informazioni sullo spessore e la qualità dell’osso. Grazie a questi esami è possibile ridurre i rischi operatori e procedere ad eseguire correttamente l’intervento. Dopo l’inserimento dell’impianto è sempre opportuno eseguire una radiografia endorale di controllo, per verificarne il corretto posizionamento.


DOMANDE E RISPOSTE SULLA

CHIRURGIA

  • L’inserimento degli impianti è doloroso? E sentirò dolore successivamente?

    No. Prima della chirurgia viene effettuata l’anestesia locale, così che non vi sia alcuna sensazione spiacevole durante l’inserimento. Qualsiasi leggero fastidio successivo alla fase chirurgica può essere tenuto sotto controllo con la normale terapia analgesica.

  • Ci sono dei rischi nella procedura chirurgica di inserimento degli impianti?

    Come in tutte le procedure chirurgiche, esiste un certo grado di rischio, legato a numerosi fattori, tra cui l’area che deve essere trattata. Le complicanze minori sono generalmente transitorie e possono essere gestite: ematoma, sanguinamento, gonfiore, dolore. Esistono poche complicanze maggiori associati alla chirurgia implantare ma sono evenienze molto rare.

  • Qual è il tempo di guarigione dopo l’inserimento degli impianti?

    Normalmente gli impianti richiedono un tempo di guarigione tra i due e i quattro mesi prima di poter essere protesizzati. In alcune condizioni particolari, seguendo protocolli ben definiti, gli impianti possono essere protesizzati nello stesso momento in cui vengono inseriti. Tale procedura prende il nome di carico immediato.

  • Che cos’è un impianto immediato? Che cos’è il carico immediato?

    L’impianto immediato è una procedura chirurgica in cui l’impianto dentale viene posizionato durante la stessa seduta in cui viene estratto il dente. Carico immediato è il termine utilizzato nei casi in cui una corona viene posizionata sull’impianto lo stesso giorno (o comunque entro 48 ore) in cui l’impianto viene inserito.

  • Durante il periodo di trattamento potrò continuare a fare le stesse attività che svolgo normalmente senza problemi?

    Sì, anche se è meglio sospendere per le prime due settimane dopo la chirurgia l’attività sportiva, soprattutto se molto intensa.

  • Cosa accade alla gengiva e all’osso alveolare quando un dente viene perso?

    Subito dopo l’estrazione di un dente si forma un coagulo di sangue nell’alveolo, cioè lo spazio precedentemente occupato dalla radice. Nelle settimane successive, i vasi sanguigni e le cellule della parete alveolare formano nuovo osso, riempiendo l’alveolo, e le cellule del tessuto molle riformano nuova gengiva, ricoprendolo; il processo di guarigione è però normalmente associato ad un riassorbimento e una riduzione sia dell’osso sia del tessuto molle. La quantità di tessuto perso dipende da vari fattori, inclusi la biologia individuale e il grado di trauma dei tessuti conseguente all’estrazione.

  • Si può prevenire la perdita di tessuto conseguente all’estrazione dentale?

    Quando possibile, la perdita di tessuto che segue l’estrazione dentale viene minimizzata limitando il trauma all’osso ed ai tessuti molli ed evitando di rimuovere tessuto osseo durante l’estrazione. In alcuni casi l’alveolo vuoto più essere riempito con un innesto di materiale osseo subito dopo l’estrazione.

  • Si può ricostruire l’osso perso?

    L’osso riassorbito può essere ricostruito attraverso il posizionamento di innesti ossei. Si può utilizzare osso autologo, cioè prelevato da un secondo sito chirurgico dello stesso paziente, oppure altri tipi di materiali da innesto osseo (sostituti). La quantità di osso perso, la localizzazione del difetto osseo e le condizioni del tessuto molle sovrastante hanno un impatto sul materiale e sulla tecnica scelta.

  • Mi è stato detto che devo essere sottoposto ad un rialzo del seno. Cosa significa?

    Un rialzo di seno è una procedura chirurgica con la quale si eleva la parte interna del seno mascellare e si posiziona materiale da innesto osseo nel quale verranno poi inseriti gli impianti. Un rialzo di seno è spesso necessario nella zona dei premolari e molari del mascellare superiore in quanto l’altezza dell’osso si riduce dopo la perdita degli elementi dentari. Solitamente si tratta di un intervento ambulatoriale. In alcuni casi gli impianti possono essere posizionati contemporaneamente alla procedura di rialzo del seno.

  • Quali sono le alternative al rialzo del seno?

    Approcci alternativi prevedono l’utilizzo di impianti corti che possono essere posizionati nell’osso residuo al di sotto della membrana del seno. Un’altra possibilità è rappresentata dall’uso di impianti angolati che vengono posizionati anteriormente e posteriormente rispetto alla membrana del seno.

  • Come devo comportarmi nei giorni precedenti all’inserimento di un impianto?

    L’inserimento di impianti dentali non preclude lo svolgimento di alcuna attività prima dell’intervento. Nei giorni precedenti il paziente potrà svolgere qualsiasi tipo di attività, senza che queste influiscano sulla riuscita del trattamento. Fondamentale è il prosieguo da parte del paziente di terapie farmacologiche in atto; sarà premura del vostro socio attivo IAO cui fate riferimento interfacciarsi con il vostro curante qualora risultasse necessaria la sospensione di terapie.

  • Come devo comportarmi nei giorni successivi all’inserimento di un impianto?

    L’inserimento di impianti dentali non crea una debilitazione assoluta nel paziente, ma vi sono alcuni accorgimenti da tenere in considerazione; nelle ore successive all’intervento è necessario rimanere a riposo, evitare sforzi o eccessiva attività fisica. Durante le prime 24 h può essere necessaria l’assunzione di analgesici e l’utilizzo di ghiaccio sulle zone interessate dall’intervento, secondo le indicazioni del socio attivo IAO che ha svolto l’intervento. Dal secondo giorno è utile effettuare sciacqui con collutori a base di Clorexidina.


DOMANDE E RISPOSTE SULLA

PROTESI

  • Quali sono le opzioni terapeutiche per la sostituzione di un singolo dente?

    Ci sono varie possibilità per sostituire un singolo dente mancante e non tutte implicano l’uso di impianti.

    1. Si può inserire un impianto nello spazio lasciato dal singolo dente mancante, e successivamente fissare su di esso una corona.
    2. Possono venire coinvolti i denti adiacenti al dente perso: questi vengono limati ed utilizzati come pilastri di supporto per un ponte, che viene poi cementato su di essi.
  • Quali sono le alternative terapeutiche per la sostituzione di due o più denti mancanti?

    Esistono varie alternative per sostituire due o più denti mancanti e non tutte prevedono l’uso di impianti.

    1. Possono essere inseriti nell’area edentula (priva di denti) impianti a cui successivamente si fissano singole corone o un ponte.
    2. Possono venire coinvolti i denti adiacenti ai denti persi: in base alla loro condizione e posizione, questi possono essere limati e preparati come pilastri per supportare un ponte.
    3. Un’altra opzione per sostituire più denti contigui mancanti è una protesi rimovibile a supporto dentale, che però è spesso poco confortevole e ha lo svantaggio di non essere fissa.
    4. Un ponte a supporto dentale non è adatto se mancano troppi elementi dentari contigui quindi in alternativa si possono inserire degli impianti ed utilizzarli per supportare un ponte fisso o una protesi rimovibile.
  • Quali sono le alternative terapeutiche per la sostituzione di tutti i denti?

    I denti mancanti possono essere sostituiti in vari modi:

    1. con una protesi mobile supportata da due o più impianti
    2. con una protesi fissa, supportata da quattro o più impianti
    3. con una protesi mobile ad appoggio mucoso, senza alcun tipo di ancoraggio.
  • Quali sono i vantaggi nel sostituire i denti mancanti con degli impianti?
    1. Le protesi fisse supportate da impianti normalmente garantiscono lo stesso comfort e la stessa sensazione dei denti naturali.
    2. Una protesi mobile che sostituisce uno o più denti può comunque fornire un ottimo livello di comfort, soprattutto se fissata stabilmente sugli impianti.
  • Quali materiali vengono utilizzati per le protesi su impianti?

    Una volta che l’impianto è stato inserito, su questo verrà posizionato un restauro (una corona, un ponte o una protesi mobile). Le protesi mobili sono normalmente fatte di resina. I restauri fissi (corone e ponti) possono avere un’anima in metallo rivestita da ceramica o essere costituiti interamente da materiale ceramico ad alta resistenza. I entrambi i casi viene garantito un ottimo risultato estetico e funzionale.

  • Avrò una corona provvisoria, un ponte o una protesi mobile durante la fase di guarigione degli impianti?

    Sì, nella maggior parte dei casi una corona provvisoria o un ponte può essere fissato agli impianti durante il periodo di guarigione. Un’alternativa terapeutica può essere una protesi mobile provvisoria.

  • Le protesi saranno avvitate o cementate?

    Entrambe le tecniche sono molto utilizzate ed efficaci ed ognuna presenta vantaggi e svantaggi: sarà il vostro Socio Attivo IAO a scegliere la tecnica più adeguata al vostro caso.

  • La protesi sarà fissa o mobile?

    Entrambe le protesi implantari, fisse o mobili, funzionano bene. Quelle mobili a supporto implantare sono normalmente più facili da pulire, perché possono essere inserite e disinserite facilmente dal paziente e sono normalmente meno costose. In caso ci sia stato un importante riassorbimento osseo queste possono ripristinare una fonetica e un profilo del viso in maniera efficace senza il bisogno di procedure chirurgiche aggiuntive. Le protesi fisse a supporto implantare sono la miglior soluzione in molti casi; la maggior parte delle persone preferisce avere un restauro fisso che non deve essere rimosso, nonostante questo tipo di restauro sia più difficile da pulire e più costoso.

  • Il mio dentista mi ha detto che la protesi a supporto implantare avrà anche una parte di gengiva artificiale. Ciò è corretto?

    Sì, in alcuni casi è necessario aggiungere una parte di gengiva artificiale per compensare difetti anatomici ed estetici dovuti alla perdita di tessuti duri e molli conseguente all’estrazione del dente naturale.


DOMANDE E RISPOSTE SUL

MANTENIMENTO

  • Quali sono le patologie degli impianti?

    Gli impianti possono andare incontro a infezioni, dette peri-implantiti, che sono spesso assimilate alla malattia parodontale che colpisce i denti residui. L’infiammazione iniziale che interessa la gengiva attorno all’impianto si definisce mucosite peri-implantare e può essere reversibile se viene instaurato un adeguato trattamento. Se l’infiammazione del tessuto molle è accompagnata da perdita di osso attorno all’impianto, si instaura una peri-implantite. Questa condizione deve essere trattata dal vostro Socio Attivo IAO e dal suo team: è spesso necessario un intervento chirurgico per ristabilire le condizioni di salute.

  • Quanto durano gli impianti?

    Gli impianti hanno un’alta percentuale di sopravvivenza. Gli studi più recenti indicano che il 90% degli impianti posizionati negli anni passati sono ancora oggi funzionalmente validi. Per il successo a lungo termine degli impianti è essenziale una corretta igiene orale quotidiana e controlli regolari dal vostro dentista.

  • Quali sono le possibili complicanze a cui vanno incontro gli impianti?

    Gli impianti possono andare incontro ad alcune complicanze, che possono essere gestite dal dentista di riferimento.

    1. Perdita di osso: può avvenire parziale perdita di osso intorno all’impianto. Controlli regolari dal vostro dentista implantologo possono evitare e trattare riassorbimenti maggiori.
    2. Infezione: le infezioni intorno agli impianti sono normalmente causate da una scarsa igiene orale. Per prevenire le infezioni, gli impianti dovrebbero essere periodicamente sottoposti ad igiene professionale da parte del vostro dentista o igienista. Una adeguata igiene orale domiciliare due volte al giorno è fondamentale. Se siete dei pazienti parodontopatici dovreste seguire anche un programma di mantenimento parodontale.
    3. Fallimento implantare: un impianto può essere perso per molteplici cause tra cui infezioni o fratture. Alcune volte l’osteointegrazione non avviene. In molti casi può essere comunque possibile sostituire l’impianto non andato a buon fine con uno nuovo.
    4. Frattura dell’impianto: la frattura dell’impianto avviene raramente (meno dell’1% dei casi). Questo tipo di complicazione può capitare più facilmente in pazienti che hanno delle parafunzioni (bruxisti o serratori).
    5. Complicanze legate alla protesi: le corone di ceramica o i ponti fissi su impianti si possono rompere. Piccole scheggiature della ceramica (chipping) sono più frequenti su impianti che non su denti naturali a causa della mancanza del legamento parodontale e della ridotta capacità di assorbire shock pressori. Raramente si verificano fratture di corone, ponti e viti protesiche. Questo tipo di complicanza è più frequente in pazienti con parafunzioni (bruxisti o serratori).
  • Come devo pulire i miei impianti dentali?

    Gli impianti dentali vengono puliti nella stessa maniera dei denti naturali: risulta molto importante pulire tra un impianto e l’altro, o tra l’impianto e i denti adiacenti utilizzando degli appositi spazzolini interdentali insieme al filo interdentale.

  • Devo andare incontro a un trattamento per la parodontopatia che colpisce i miei denti naturali, tale trattamento deve interessare anche gli impianti?

    E’ importante controllare gli impianti e i tessuti molli che li circondano. I pazienti parodontopatici hanno un maggior rischio di sviluppare complicanze legate agli impianti. Il trattamento per la parodontopatia deve essere immediato e deve coinvolgere anche i tessuti perimplantari se affetti da infiammazione.

  • Dopo il trattamento implantare quanto spesso devo andare dal mio dentista per effettuare l’igiene professionale?

    Il vostro Socio Attivo IAO vi inserirà in un programma di mantenimento che è appropriato per le vostre necessità: è raccomandato un controllo ogni 6 mesi, ma il vostro Socio Attivo IAO, in caso di problemi, potrebbe ridurre la distanza tra i controlli.

  • Il fumo di sigaretta influenza la probabilità di successo del trattamento implantare?

    Il fumo aumenta il rischio di complicanze legate agli impianti, così come aumenta il rischio di sviluppare malattia parodontale attorno ai denti naturali. Gli impianti possono comunque essere inseriti anche nella maggior parte de i pazienti fumatori, la cessazione dell’abitudine al fumo è comunque raccomandata prima del trattamento implantare così da ottenere migliori risultati.

  • Il fumo influenza la perdita di osso attorno agli impianti e ai denti naturali?

    Il fumo sembra aumentare il rischio di infiammazione e di perdita ossea attorno agli impianti. Pertanto smettere di fumare è un passaggio importante così da ottenere un buono stato di salute orale.

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